Osservatori del Cielo tra passato e presente

L’atto di rivolgere lo sguardo al cielo da sempre ha accompagnato l’uomo.  Questo gesto, ripetuto nel tempo e nello spazio, ha lasciato nei nomi, nelle forme e nei significati dati ad esso le impronte delle civiltà che lo hanno osservato. Ritrovare e confrontare tali impronte può essere di aiuto per riconoscere come modi diversi di descrivere il cielo siano espressioni di una stessa umanità e passi di uno stesso percorso di conoscenza.

Nei pannelli che seguono abbiamo provato a far incontrare e dialogare il modo di descrivere le stelle degli antichi greci con quello degli osservatori di oggi, con il fine di mostrare come l’osservazione del cielo possa trasformarsi in un’opportunità di confronto e integrazione di punti di vista diversi e di apertura all’ascolto di ciò che è altro e diverso.  

Ogni pannello è dedicato a una costellazione ed è diviso in due parti. A sinistra, si trova il nome della costellazione, la sua rappresentazione tratta dall’atlante celeste disegnato da Alexander Jamieson nel 1822 (http://www.atlascoelestis.com/) e la descrizione fatta da Igino (II sec a.C.) in Mitologia Astrale (Adelphi, 2009). A destra, si trova l’immagine astronomica della costellazione (in alto), lo spettro di una sua stella (nel centro) e la mappa che ne identifica la posizione e la sequenza di spettri usata per classificarla (in basso). Schematicamente.

Orsa Maggiore Diapositiva1.JPG (223989 byte) Orione Diapositiva2.JPG (226418 byte)
Gemelli Diapositiva3.JPG (238661 byte) Toro Diapositiva4.JPG (236244 byte)
Auriga Diapositiva5.JPG (238930 byte) Ariete Diapositiva6.JPG (214817 byte)
Boote Diapositiva7.JPG (233957 byte) Leone Diapositiva8.JPG (233223 byte)
Vergine Diapositiva9.JPG (223739 byte) Cane Maggiore Diapositiva10.JPG (240344 byte)