(Lavoro di gruppo
- Martedė 22 e mercoledė 23)
Si cercano le esperienze che immediatamente sono riconducibili
allo schema 1.
- alcune sono esperienze fatte anche il giorno prima (ombre dello gnomone, luce attraverso
il foro della meridiana, posizione delle braccia tese verso il sole),
- altre sono anche pių profonde, sono legate alla nostra percezione, a come siamo fatti,
a come vediamo (noi "vediamo dritto", ma di solito non ne abbiamo coscienza)
É l'esperto a introdurle: primo livello di mediazione, far notare, far prendere
coscienza. Tutte le cose sono legate tra loro, la nostra interpretazione di quello che
fa la luce é fortemente influenzata da quello che fa l'occhio.
- altre sembrano suggerire una "visione" diretta dei raggi di luce (esperienza
del sole tra le nuvole, dei raggi laser delle discoteche, ecc.)
(Sempre le cose sono intrecciate, mentre si lavora su una cosa ne salta fuori
un'altra o meglio il mediatore la fa notare e fa una richiesta di coerenza: nel caso del
Sole avevamo parlato di raggi paralleli tra loro ma ora con le nuvole i raggi "che si
vedono" sono divergenti e sembrano venire da un punto molto pių vicino del sole,
come mai?
E poi si pone un problema pių generale: ma se in alcuni casi
"vediamo i raggi" in generale la luce si vede? Cosa vuol dire "vedere"
i raggi di luce "di fianco"? Quali sono i ruoli della luce (di cui stiamo
cercando di farci un'idea, un modello) e dell'occhio nel "vedere"?
Esperienza quotidiana: i raggi del Sole, col pulviscolo, in una
stanza, si vedono; i raggi di Luna non si vedono e neanche i raggi di luce del Sole che
dal Sole vanno sulla Luna.
Stiamo cercando le parole che danno forma a quello che vediamo e prendiamo
coscienza che non é semplice e si intreccia fortemente sia con la nostra esperienza
quotidiana che col linguaggio comune: il mediatore chiede se é la stessa cosa dire
"che la luce si vede" o dire "si vede che c'č luce"?
(Ma cosa stiamo facendo? Invece di aiutare, sembra che complichiamo sempre pių! É
inevitabile, stiamo allargando ed arricchendo il territorio esperienziale e concettuale.
Non accettiamo il condizionamento a ripetere delle risposte che si adattano solo a poche
situazioni "ripulite" e che vanno in crisi appena il ventaglio di situazioni si
allarga.))
Analogamente si analizzano le esperienze che sembrano invece accordarsi di pių
allo schema 2.
- Guardiamoci intorno in una stanza in cui "entra il sole", in cui siano accese
lampadine, in cui entri "luce esterna indiretta" ... (notare sempre la ricerca
delle parole che descrivono, che danno forma al nostro vivere quotidiano, cosa che di
solito non facciamo) la sensazione é di essere immersi in un mare di luce, é
un'esperienza di luce come un mezzo continuo che ci circonda da ogni parte che mal sembra
conciliarsi con i raggi di cui parlavamo prima.
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